Roberto Bolle

IL SOGNO DI NATALE
Quella sera sembrava che il tempo si fosse fermato. Quando la padrona di casa si alzo’ da tavola per invitare gli ospiti a seguirla nel salotto, tutti parvero confusi come chi venga distolto all’improvviso da una fantasticheria. Solo la piccola Allegra non aveva mai smesso di contare i minuti. Il Natale era sempre stato la sua festa prediletta e da mesi lo aspettava con impazienza. In un baleno fu ai piedi del grande albero tutto addobbato e si impossesso’ dei pacchetti sparsi al suolo. Tra tutti i regali, il suo preferito fu da subito la Pigotta: una morbida bambola di pezza, col viso dipinto e i capelli di lana raccolti come quelli di una ballerina. Dopo pochi istanti la stanchezza si impadroni’ di lei e, prima ancora che il papa’ facesse in tempo a portarla a letto, crollo’ priva di forze tra le sue braccia, sopraffatta dalle emozioni. Alcune ore piu’ tardi la finestra della camera di Allegra si spalanco’ e una corrente gelida la sveglio’ bruscamente. La bambola era accanto a lei, ma ora era viva e, sorridendo, le indicava i fiocchi di neve impegnati in aggraziate piroette. Il Vento Invernale si offri’ di dare loro un passaggio attraverso la Foresta Bianca, dove iniziava il regno della Fata dei Biscotti, una signora gentile dalla pelle dorata come una brioche. Insieme alle ciambelle ballerine, la regina volle accogliere le sue ospiti con la famosa “danza circolare”. Era uno spettacolo prodigioso: la fata sembrava volare, mentre le damigelle rotolavano tutt’intorno, spargendo granella di zucchero e datteri. Subito dopo si esibirono gli altri membri della corte. scritta da Prima di tutti tocco’ all’erede al trono: Maria-Cioccolata del Belgio, una principessa bellissima e cosi’ appassionata che ballando le si squagliarono quasi le punte dei piedi. Poi fu la volta di Fefe’ Il Marocchino. Il sultano africano era scuro in volto e la sua danza intensa, molto fluida e a tratti un po’ nervosa. Dopo pochi attimi l’aria si riempi’ di vapore profumato per l’arrivo delle Principesse del The, appena giunte dal Giappone. Le nobili fanciulle eseguirono movimenti lentissimi e perfetti suscitando in tutti un gran senso di pace. Ma ecco irrompere la carrozza del vecchio Barone del Marzapane accompagnato dai figli: Don Cedro suonava il tamburo, Don Limone pizzicava la chitarra e Don Gelso cantava con languore. Dopo aver lanciato una ghirlanda di violette candite ad Allegra, il gruppo si allontano’ per lasciare il posto alle contessine francesi Manon Glace’, Bernadette de Framboise, Claire Brule’ e Belle Caramel. Tutte e quattro fecero un profondo inchino, poi, alzando le gonne di carta stagnola, si lanciarono in un cancan scatenato e trascinante. Infine giunsero le timide, dolcissime e un po’ robuste duchessine del Candyshire che si esibirono in un concertino per soli fiati: Piperita al trombone, Liquerizia all’oboe e Cannella al corno inglese. Che notte indimenticabile! Allegra e la sua Pigotta non sapevano come ringraziare la Fata dei Biscotti quando, d’un tratto, il Vento d’Estate le travolse senza accorgersene e le porto’ via con se’. Il suo abbraccio era cosi’ tiepido che Allegra fu di nuovo assalita dal sonno. Il mattino seguente si sveglio’ felice nella sua stanza, pronta a lanciarsi in altre avventure con la sua nuova amica. Ma la Pigotta era scomparsa e non rispondeva al suo richiamo. Allegra scese dal letto e finalmente la vide: era a terra, immobile, proprio imbambolata. Solo allora si rese conto che era stato tutto un sogno, il piu’ bello della sua vita.