Le Pigotte dell'UNICEF sono facili da realizzare, bastano ago, filo e un po' fantasia. I nonni dei centri anziani, tutti gli appassionati del cucito e della maglia ma anche tanti bambini e bambine a scuola, con un po' di aiuto, confezionano ogni anno per l'UNICEF migliaia di Pigotte. A casa, nei circoli ricreativi, nelle classi, nelle associazioni, tutti insieme, esperti e non, lavorano per creare bambole bellissime che salvano la vita.
Chi c'è in prima linea.

In prima linea ci sono le volontarie e i volontari dell’UNICEF che, nei Comitati Provinciali, rappresentano il vero motore dell’iniziativa.
Sono loro che si attivano nel territorio contattando scuole, centri anziani, privati, associazioni, famiglie, carceri affinché partecipino al Progetto realizzando le Pigotte per l’UNICEF.
Sono loro che seguono con le insegnanti i progetti didattici dedicati a Pigotta, collaborano con gli assistenti sociali e i referenti dei centri anziani per la creazione di laboratori di confezione delle bambole, contattano gli enti locali per ottenere il sostegno delle autorità. Sono loro che creano, di fatto, una vera e propria rete di solidarietà per garantire il successo della manifestazione.
Poi c’è tutto il popolo di Pigottare e Pigottari che creano le Pigotte: sono i bambini delle scuole - dalla materna fino ai corsi post diploma -, sono i nonni delle case di riposo e dei centri ricreativi per anziani, sono i carcerati, i genitori con i loro figli, le associazioni e le tante signore che creano gruppi di lavoro aperti tutto l’anno, per la realizzazione di bambole.
Tutti loro sono la vera ricchezza dell’UNICEF perché con le loro mani confezionano le bambole che serviranno ad aiutare concretamente i bambini nei paesi in via di sviluppo.
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